Il settore della moda si appresta a vivere un anno significativo nel 2026, caratterizzato da un'escalation dei prezzi e da un clima di incertezza economica globale. Secondo un'analisi approfondita di BoF e McKinsey, i dirigenti del settore prevedono un aumento dei costi superiore a quello dell'anno precedente, attribuendo tale tendenza a dinamiche geopolitiche complesse e alla volatilità macroeconomica. Questa situazione potrebbe portare a una diminuzione della propensione all'acquisto da parte dei consumatori, specialmente nel segmento del lusso, dove la cautela è d'obbligo. Circa tre quarti degli addetti ai lavori si aspettano una crescita dei prezzi di vendita, con un incremento notevole rispetto alle previsioni del 2025. In particolare, le aziende di moda "di largo consumo" potrebbero attuare rincari superiori al 5%, mentre nel settore del lusso questa percentuale sarà più contenuta, riflettendo strategie di mercato differenti.
Gli Stati Uniti si posizionano come il mercato più sensibile a questi aumenti, principalmente a causa dei dazi commerciali e dell'incremento dei costi di produzione. Qui, quasi la metà dei dirigenti si aspetta aumenti superiori al 5%, con un quarto che prevede addirittura un incremento superiore al 9%, rendendo il rialzo dei prezzi la preoccupazione principale per i consumatori americani, molti dei quali si orientano verso opzioni più accessibili. Questa tendenza spinge molti marchi a presentare le proprie collezioni in città come New York o Los Angeles per intercettare il mercato. In Europa, nonostante un'inflazione in calo, i consumatori rimangono prudenti. Al di fuori del Nord America, l'11% dei leader del lusso mondiale prevede un aumento dei costi di produzione superiore al 9%, una crescita significativa rispetto all'anno precedente. La Cina, invece, mostra una maggiore propensione alla spesa nel settore del lusso rispetto alla media globale.
Di fronte a queste sfide, il settore della moda sta ricalibrando le proprie priorità. La gestione dei costi e il miglioramento dell'efficienza interna, spesso supportata dall'intelligenza artificiale, diventano fondamentali. Alcuni marchi adottano una "strategia di elevazione", puntando a fasce di mercato superiori per distinguersi dalla concorrenza a basso costo, mentre altri cercano di attrarre i clienti di fascia medio-alta che non possono più permettersi i prezzi elevati del lusso tradizionale. Un fenomeno particolarmente rilevante è la rapida espansione del mercato del "resale" e del lusso di seconda mano, che sta crescendo a un ritmo doppio o triplo rispetto al mercato dei prodotti nuovi. In questo contesto di incertezza macroeconomica e geopolitica, la crescita complessiva del settore sarà moderata. Per riconquistare la fiducia dei consumatori, i marchi dovranno investire in creatività e artigianalità, elementi chiave per rafforzare il legame con la clientela in un mercato in continua evoluzione.
Il futuro della moda, sebbene incerto, offre spunti per una crescita consapevole e un'innovazione etica. L'adattamento alle nuove dinamiche di mercato e l'attenzione verso la sostenibilità e la valorizzazione del second hand rappresentano opportunità per un settore che deve reinventarsi, promuovendo valori di qualità, durabilità e responsabilità. In un mondo che cambia, l'industria della moda può guidare il cambiamento, diventando un esempio di resilienza e progresso, dove l'eleganza si coniuga con la consapevolezza sociale ed ambientale, offrendo un futuro più promettente e ispiratore per tutti.